Venerdì 27 Febbraio 2026
Nella provincia salentina, tra aprile e giugno, sono nate 1.537 imprese mentre 866 hanno chiuso i battenti, con un saldo positivo di 671 unità e un tasso di sviluppo dello 0,92%. Il tessuto imprenditoriale della provincia “tiene”, mantenendo il medesimo ritmo degli scorsi anni e registrando una crescita più elevata rispetto a quella nazionale (+0,52%) e regionale (+0,72%). Nell’ambito della regione Puglia la provincia leccese realizza il miglior tasso di crescita, seguita da Foggia (+0,75%) con un saldo di 541 imprese, Brindisi con 268 (+0,73%), Bari con 982 unità (+0,67%) che costituiscono oltre un terzo del saldo della regione Puglia, infine Taranto con 275 aziende (+0,56%).
“Il secondo trimestre 2018 evidenzia un risultato positivo anche per le imprese artigiane che rappresentano il 24% delle imprese registrate – commenta Alfredo Prete, presidente dell’Ente camerale - anche se il loro numero complessivamente, nel corso degli anni, è diminuito: basti pensare che negli ultimi 12 anni si é verificata una perdita complessiva di circa 2.000 imprese artigiane. L’artigianato, probabilmente, ha poco appeal per i giovani e una conferma viene dai dati diffusi in questi giorni da Unioncamere relativi all’indagine Excelsior: fabbri, saldatori, montatori, meccanici artigianali, operai di macchine per lavorazioni metalliche sono alcune delle figure specializzate più difficili da reperire dalle aziende. Un mismatch che può addirittura mettere a rischio la produzione in importanti settori della manifattura made in Italy. Occorre saper “leggere” tali cambiamenti al fine di impostare al meglio le strategie di intervento, soprattutto nei riguardi delle micro/piccole/medie imprese che necessitano maggiormente di supporto per consentire loro di crescere, innovarsi e diventare più competitive; allo stesso tempo, è importante favorire il contatto tra i giovani studenti e le realtà artigiane che offrono buone e spesso poco note potenzialità di inserimento nel mondo del lavoro. I bandi “Voucher Digitali I4.0 “ e “Voucher alle imprese per l’alternanza scuola-lavoro” vanno esattamente in tali direzioni. Il primo, adottato nell’ambito del progetto "PID Punto Impresa Digitale", prevede un sostegno economico per le MPMI salentine, fino ad un massimo di 5mila euro ed ha l’obiettivo di promuovere la diffusione della cultura e della pratica digitale di tutti i settori economici; il secondo prevede dei contributi a fondo perduto a vantaggio delle imprese che ospitano studenti nell’ambito di percorsi di Alternanza Scuola - Lavoro di qualità”
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Lun, 13/08/2018 - 21:03
